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Nuovo Polo Culturale – Piombino

committente client Consorzio Etruria, Firenze
progetto project Piano di Recupero della “Città Antica”: nuovo polo culturale
progetto architettonico architectural project architetto Salvatore Re
collaboratori project team L. Parenti, arch. G. Nerli, Arch. M. Mariani, arch. A. Germano, arch. S. Grasso, geom. I. Calvanese, geom. G. D’Agostino
progetto strutture structural engineering ing. M. Pippi, ing. A. Gualdi
progetto impianti technological engineering ing. E. Gucci, ing. A. Pagnini
importo delle opere cost 4.759.000 €  (1° lotto funzionale)
data progetto project timing 2006 – 2008
superficie lorda gross surface 2.280 mq

Gli edifici all’interno del sito dell’ex-IPSIA, destinato ad ospitare la nuova biblioteca cittadina, si presentano allo stato attuale per lo più in cattivo stato di conservazione, “appesantiti” da superfetazioni e volumetrie “casuali”; il complesso di edifici è legato alla Piazza Manzoni mentre con il limite opposto, verso Via Leonardo da Vinci, le mura costituiscono di fatto un taglio, un confine. Il progetto della biblioteca prevede in primo luogo di liberare il complesso di edifici dalle volumetrie “aggiunte” non riconducibili ad un impianto omogeneo; nell’edificato storico così liberato sul lato Piazza Manzoni sono ubicati gli uffici e le sale comuni, oltre all’ingresso, il bar-ristoro e il portico che permette l’affaccio sull’interno del complesso; sull’area di ciò che resta delle officine dell’istituto scolastico trova posto lo spazio principale della biblioteca che ha un proprio ingresso anche da Via Leonardo da Vinci grazie al recupero e alla valorizzazione del bastione sulle mura; questo corpo di fabbrica su due livelli è arricchito con un doppio volume sul lato interno che prende luce dall’alto da un taglio nella copertura che percorre tutto l’edificio. Il complesso è completato da un nuovo volume “appoggiato” sopra l’edificato storico, lo scrigno dorato che contiene il tesoro, “l’archivio storico”.

L’insieme dei corpi di fabbrica è collegato ad ogni livello in modo da permettere un’estrema fluidità nella fruizione delle varie funzioni, biblioteca si, ma anche spazi espositivi, sala conferenza, spazi ristoro. Centrale fisicamente e anche funzionalmente è lo spazio aperto, un vuoto che vuole diventare fulcro aggregativo, catalizzatore di eventi e iniziative: la biblioteca intesa non solo come “granaio contro l’inverno dello spirito” ma come luogo di partecipazione e di scambio allargato ad un’utenza più ampia possibile.