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Termovalorizzatore – Livorno

committente client AAmPS, Livorno
progetto project appalto integrato per l’ampliamento della potenzialità impiantistica
capogruppo group leader CIPA Srl
progetto architettonico architectural project Salvatore Re + Leonardo
collaboratori project team arch. L. Balsamo, arch. R. Bellina, arch. R. Bernardeschi, arch. G. Cei,
arch. P. Gagliardi, arch. B. Rabanser, arch. J. Schaub, ing. L. Susini, arch. M. Trebbi, arch. M. Villa
progetto strutture structural engineering Ai Engineering, Torino
consulenza progetto strutture structural engineering consulting Studio di Ingegneria delle Strutture, Livorno – ing. A. Cecconi
progetto impianti technological engineering TBF + Partners AG, Bioggio, CH
geologo geological survey dott. geol. Antonio Liberato
importo delle opere cost 75.307.654,86 € (totale) – 7.285.741,86 € (Id)
data progetto project timing 2005 – in corso
superficie lorda gross surface 4.000 mq


Il progetto del Termovalorizzatore di Livorno ha rappresentato un’occasione non solo per ridefinire un impianto di smaltimento dei rifiuti ma in generale per affrontare il tema sotto il profilo ambientale ed architettonico.

Il progetto architettonico, considerata la dimensione dell’oggetto, porta con sè implicazioni a scala territoriale che sono sotto gli occhi della collettività. Non è quindi possibile pensare di confinare questi impianti in aree marginali o mimetizzare l’impatto che hanno sul territorio: l’approccio più coerente è prenderne coscienza rendendoli parte integrante del tessuto della città e del territorio in senso più ampio. Recenti progetti e realizzazioni avvalorano questa linea di pensiero: a Vienna un edificio coloratissimo diventa museo da visitare e conoscere, a Bergamo un sofisticato gioco di specchi mostra il suo interno senza mediazioni e metalinguaggi.

Il progetto per Livorno prevede la definizione delle tre linee di incenerimento in un volume unitario realizzato sostanzialmente con un guscio in rete metallica che conferisce all’insieme una forte espressività accentuata dalla luce naturale che riceve dall’esterno e da quella artificiale che proviene dall’interno filtrata dal sottile diaframma metallico.

Il camino, elemento simbolico e di maggior impatto paesaggistico, è caratterizzato da una complessa struttura generata da un ellissoide rastremato verso l’alto in forma di trifoglio, che racchiude le tre canne alte circa ottanta metri. Il rivestimento in rete metallica permette da una parte di modellare l’elemento fino ad ottenere un profilo scultoreo, quasi un oggetto di design, dall’altra  di ottenere una tensione superficiale che crea interesse e stimola curiosità per ciò che racchiude e nella notte “diviene”.

Il tema della luce è sviluppato per sottolineare la filosofia di progetto: i proiettori da terra, alcuni con filtri colorati, gestiti da un sistema digitale permettono di evidenziare il rivestimento metallico e le fasi di lavorazione. Per la ciminiera, vero catalizzatore dell’impianto, è stato pensato un sistema di luce dinamica “Active Light” che permette di modificare il colore della superficie per rafforzare il valore simbolico dell’oggetto. Questo ci permette di percepire l’impianto non solo come mero edificio industriale ma di conferirgli la dignità di moderna macchina al servizio della collettività.