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Città dell’Acqua e del Benessere – Roma

committente client EUR Spa, Roma
progetto project concorso internazionale di progettazione, 2° fase
progetto architettonico architectural project Salvatore Re + Leonardo – de Architekten Cie, arch. Frits van Dongen, Amsterdam
progetto strutture structural engineering Werner Sobek Stuttgart, Stoccarda, Germania – ing. Gilberto Sarti, Rimini
progetto impianti technological engineering Ai Engineering, Torino
progetto del verde landscape planning Land – arch. Andreas Kipar, Milano
progetto interni interior design arch. Simone Micheli, Firenze
importo delle opere cost 102.496.592,00 € (totale) – 77.155.616,32 € (Id)
data progetto project timing 2008 (2° fase)
superficie lorda gross surface 38.000 mq
area total area 67.660.000 mq

La progettazione del complesso si articola su due comparti che si attestano all’incrocio di una importante viabilità del quartiere EUR, a sud di Roma. L’organismo architettonico mutuato dalle geometrie del Velodromo esistente, è composto da due elementi principali: un anello a geometria variabile, concluso superiormente da un elemento, il corsello, e parzialmente coperto internamente per generare un grande spazio chiuso; un corpo di fabbrica disposto, longitudinalmente sospeso da terra e “incastrato” nell’anello.

La scelta di concentrare in un unico organismo una molteplicità di attività consente indubbi benefici sotto il profilo ambientale, distributivo, economico e gestionale. Il tema principale diventa quindi il tessuto connettivo: il “concept O”, DNA del progetto, suggerito dalla stessa conformazione ad anello ha reso possibile una netta separazione dei flussi che hanno origine dal corpo di fabbrica d’ingresso sul Viale Oceano Pacifico, fulcro dei collegamenti verticali e orizzontali, e si sviluppano ad ogni livello lungo il percorso anulare adiacente l’invaso.

L’idea di progetto del nuovo organismo architettonico è “l’effetto sorpresa” della copertura inteso in una duplice interpretazione fisica di elemento che si svela solo entrando nel costruito reso ipogeo, e propriamente architettonica come elemento di chiusura orizzontale delle pareti verticali rappresentate dal volume anulare del corpo di fabbrica: come dire che questa copertura genera un grande edificio che contiene le volumetrie dell’ex Velodromo. Il recupero della memoria storica è inoltre materializzato nel nuovo progetto con la riproposizione della pista in doussié, prima territorio del ciclista, ora dell’utente del complesso polifunzionale.

L’edificio che ospita le attività pubbliche di quartiere sul lato sud orientale, servito da un accesso carrabile dedicato dal Viale della Tecnica e collegato al livello -1 all’organismo principale, prevede da una parte le attività scolastiche (asilo e scuole) sul lato meridionale distribuite in forma anulare intorno ad un patio centrale generato dalle alberature esistenti, dall’altra le destinazioni “sociali” e di servizio municipale collegate direttamente alla piazza pubblica a livello strada all’incrocio tra il Viale del Ciclismo e il Viale della Tecnica.